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Il Centro Studi "Alto Molise" è sorto nel dicembre 1988 per iniziativa di un gruppo di volenterosi intenzionati a promuovere un risveglio delle tradizioni culturali di Agnone e dell'Alto Molise attraverso una molteplice attività di organizzazione di convegni, conferenze, dibattiti, seminari sui più diversi argomenti (dalla storia locale alla scienza, all'economia, alla letteratura, all'antropologia, all'architettura, all'archeologia, alla filosofia, etc. ...). Ha in seguito esteso progressivamente il proprio campo di azione, affermandosi anche a livello nazionale. E' sempre più sentita ai giorni nostri l'esigenza di una promozione culturale forte e consapevole che possa essere veicolo di sviluppo autenticamente sociale: il Centro Studi di Agnone si è reso interprete di questa esigenza e fin dalle prime mosse ha operato, in modo del tutto volontaristico, per realizzare tale obiettivo. La sua azione si è avvalsa, oltre che dell'impegno diretto e assolutamente disinteressato dei propri soci e collaboratori, anche della compartecipazione delle più prestigiose istituzioni culturali italiane, quali l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, l'archivio di Stato, la Soprintendenza per i Beni A.A.A.A.S. del Molise, il Comitato Nazionale per cli Studi sul Sannio, il Centro Internazionale "Eugenio Montale", il Centro Internazionale "Alberto Moravia", l'Istituto Regionale per gli Studi Storici del Molise "V. Cuoco", il Centro Studi Emigrazione, l'E.N.E.A., l'Istituto di Ricerca "M. Necri", il Teatro Italo Argentino, il Goethe Institut di Napoli, il C.A.I., la Federazione Scacchi Italiana, le Università di Napoli, Salerno, Roma, Padova, Chieti, Urbino, Genova, Bari, Campobasso, Teramo, Nevada (U.S.A.), Parigi, Alle, Friburgo (Europa). All'attività convegnista si è accompagnata successivamente la coproduzione di testi editoriali nei campi più disparati, l'organizzazione di seminari di studio sia locali che nazionali (come ad esempio i Laboratori di Scrittura Creativa e la Scuola Estiva di Alta Specializzazione in Filosofia), l'organizzazione annuale dei Readings di Poesia Contemporanea, ed altro ancora. Tutto ciò ha fatto convenire nella antica "Atene del Sannio" un numero sempre crescente di studiosi, docenti universitari, poeti, scrittori, scienziati, intellettuali di ogni genere, che hanno permesso un proficuo moltiplicarsi di rapporti culturali interpersonali e la crescita qualitativa dell'immagine stessa della città. In questi ultimi dieci anni, infatti, il nome di Agnone si è positivamente diffuso nei principali ambienti intellettuali italiani ed esteri, coinvolgendo persone ed istituzioni, rinverdendo così le antiche e nobili tradizioni degli lonata, dei Labanca, dei Marinelli, dei D'Agnillo, dei Gamberale. Né ci si è limitati ad un semplice "restauro del passato", perché sempre forti e vive sono state le tensioni verso le problematiche più attuali della società e della scienza contemporanee, in un crescendo di interessi e di rapporti interattivi. Agnone insomma è divenuta, per merito del Centro Studi "Alto Molise", un punto d'incontro per alcuni dei più noti rappresentanti dell' "intellighenzia" italiana, che a loro volta hanno saputo apprezzare le bellezze artistiche della cittadina e l'atmosfera di risveglio culturale che vi si respira e che le ha fatto guadagnare con pieno merito l'appellativo di Città d'Arte e di Cultura. Corre l'obbligo, a questo punto ricordare alcune delle tappe che hanno segnato l'evolversi del Centro e alcuni tra coloro che più di altri hanno lavorato per costruire ciò che adesso è una ben radicata realtà. Tutto è nato nel dicembre 1988 quando i primi soci fondatori, Francesco Paolo Tanzj (poi Presidente fino al 1996), Michele Carosella, Mauro Salzano e Lucio Lemme, firmarono l'Atto Costitutivo dell'Associazione. La prima conferenza fu "Bambini fabbricati. Bioetica e procreazione artificiale" tenuta, il 14 dicembre dello stesso anno, da uno dei maggiori esponenti italiani del settore, Elio Sgreccia. Ma già da qualche tempo si erano avviati i lavori preparatori per il grande convegno "Baldassarre Labanca e la cultura italiana ed europea tra'800 e '900", attraverso l'impegno di validi collaboratori, quali Ada Labanca, Cristina Melloni, Pasquale Falasca e l'insostituibile capacità organizzativa e scientifica di Renata De Benedittis, Direttrice dell'Archivio di Stato di Campobasso. Lo stesso convegno fu poi portato a ternùne nel Dicembre 1990 e, insieme alla Mostra documentaria curata dall'Archivio di Stato di Campobasso nelle splendide sale di Palazzo San Francesco, rappresentò un primo vero momento di grande sintesi per gli studi comparati di Filosofia e Storia del Cristianesimo, nonché un importante spaccato della vita culturale molisana dell'epoca. Nell'aprile dello stesso anno, in un analogo Convegno, fu presentata la traduzione italiana del libro dell'antropologo statunitense William A. Dou-lass "L'Emigrazione in un paese dell'Italia Meridionale. Agnone tra storia e antropologia" con la partecipazione di importanti sociologi, storici e antropologi. L'opera rappresenta ancora oggi uno dei più importanti testi sull'argomento, adottato in diverse università italiane ed estere. Di grande importanza storico-letteraria e filosofica fu la conferenza tenuta nel mese di maggio da Francesco Tateo, Preside della Facoltà di Lettere dell'Università di Bari, sul Poema quattrocentesco dell'agnonese Marino lonata, "El Giardeno". Nel 1992 fu realizzato il primo degli incontri sulla civiltà sannitica, in collaborazione con il Comitato Nazionale per gli Studi sul Sannio. Nell'occasione venne presentata per la prima volta in pubblico, la copia autentica dell'originale della Tavola di Agnone conservata presso il British Museum di Londra, e venne proiettato il filmato "Safinim", ancora oggi forse il miglior video-documentario sull'argomento, che partecipò poi all'Archeo-Film Festival di Forlì. Di Grande importanza fu, nello stesso anno, il Convegno di studi economici " 1993: dalla realtà europea alle realtà locali", che vide riuniti economisti, imprenditori, politici per trarre le linee fondamentali per un progetto di sviluppo integrato delle aree interne. Nell'Aprile del 1994, fu realizzato, dopo mesi e mesi di contatti, studi e impegni organizzativi, quella che forse può essere considerata la più importante manifestazione culturale del Centro Studi Alto Molise: il Convegno di tre giorni intitolato "La Tavola di Agnone: lingua, storia e archeologia". I relatori, sapientemente coordinati dal glottologo Aldo Luigi Prosdocimi, provenivano dalle principali Università d'Italia e d'Europa, e i risultati, di straordinaria importanza scientifica, vennero successivamente riportati nell'omonimo volume degli Atti, pubblicato dalla Casa Editrice Olschki di Firenze. Proseguivano intanto gli annuali appuntamenti letterari dei "Readings di Poesia Contemporanea" con la partecipazione di alcuni tra i maggiori poeti italiani, che hanno poi avuto modo di apprezzare l'atmosfera impegnata e conviviale nella quale si svolgevano le letture. Veri e propri "esercizi di felicità", come li ebbe a definire il compianto Luigi Amendola, che per anni li aveva diretti, sostituito ultimamente da Plinio Perilli. I testi letti nei Readings sono stati poi fedelmente riportati in una collana di Antologie che raccolgono alcune tra le più significative poesie di autori noti e meno noti del panorama letterario nazionale. Di primaria importanza, anche dal punto di vista sociale, è stato il ruolo pedagogico educativo del Centro Studi Alto Molise di Agnone, manifestatosi appunto nell'intensa attività seminariale. Basti pensare ai corsi di carattere locale, come quelli di Filosofia politica, di Economia, di Teatro o di Letteratura del '900 ed altri ancora, tesi ad avvicinare anche i più giovani alle tematiche culturali più diverse. Oppure ai "Laboratori di scrittura creativa" tenuti da poeti, scrittori e critici di levatura nazionale, quali Maria Luisa Spaziani e la scomparsa Amelia Rosselli. O infine ai corsi della "Scuola di Alta Formazione in Filosofia" organizzati con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli (per merito di Antonio Gargano, Giuseppe Orsi e Aldo Tonini), con borse di Studio Nazionali, che hanno avuto come docenti Raffaele Colapietra, Aniello Montano e Domenico Losurdo. Proprio per ciò che riguarda la filosofia Agnone è divenuta a pieno titolo un centro periferico dell'attività dell'Istituto fondato da Gerardo Marotta, dimostrando in tal modo di aver ampiamente varcato i ristretti limiti di una cultura provinciale. Gli studi e gli interessi culturali e scientifici non possono e non devono infatti avere confini. Come quella Repubblica delle Lettere di illuministica memoria " ... nella quale studiosi ed eruditi scambiavano i risultati delle loro riflessioni e ricerche al di sopra di ogni frontiera", come scrive Henri-Jean Martin, dell'Ecole des Hautes Etudes di Parigi. Per realizzare al meglio tali obiettivi, dal 1989 al 1998, all'inizio di ogni anno, è stato redatto un programma della Stagione Culturale, che rappresentava al contempo un impegno per la relativa realizzazione. Questo metodo ha portato (con grandi, immaginabili sforzi di tipo scientifico, economico ed organizzativo) alla concretizzazione finale degli obiettivi previsti. Già il primo anno furono realizzati ben undici incontri, tra i quali una Mostra (Immagini Internazionali per i Diritti dell'Uomo e del Cittadino. 17891989), una serie di conferenze con la partecipazione di studiosi come Angelo Serra, Silvio Garattini, Ernesto Balducci e la stampa di un primo testo: "Ricordi autobiografici di Baldassarre Labanca". Da quel momento in poi è stato tutto un crescendo di impegni, di incontri, di collaborazioni, di iniziative, che hanno coinvolto nell'attività del Centro Studi un pubblico sempre più attento e folto e un numero qualificato di relatori e studiosi di fama nazionale ed oltre, quali (oltre a quelli già citati) Paolo Aldo Rossi, Encaku Taino, Raffaele Colapietra, William A. Douglass, Antonio Spinosa, Maria Luisa Spaziani, Amelia Rosselli, Dario Bellezza, Stanislao Nievo, Dacia Maraini, Lorenzo Bedeschi, Giuseppe Rosa, Ennio Pintacuda, Rosario Assunto, Tarquinio Maiorino, Aldo Luigi Prosdocimi, Giovanni Colonna, Emilio Gabba, Helmut Rix, Gerard Meiser, Gheshe Sonam Cian Ciub, Salvatore Borsellino, Domenico Losurdo, ed altri. Ne si può, a questo punto non citare il ruolo dei molisani che hanno sostenuto in vario modo questo vero e proprio "Laboratorio di idee". Sabino d'Acunto, Nicoletta Pietravalle, Natalino Paone, Sebastiano Martelli, Gioconda Marinelli, Francesco D'Episcopo, Renata De Benedittis, Leo Leone, Onorato Bucci, sono tra coloro che (insieme all'allora Assessore Provinciale alla Cultura Mimmo Pellegrino) fin dai primi momenti e in più occasioni hanno contribuito a guidare i passi inizialmente ancora incerti di un giovane istituto culturale come il C.S.A.M. Con impegno e costanza tuttavia, nel susseguirsi dei diversi Consigli di Amministrazione, fino all'ultimo presieduto da Michela Miscischia, sono stati raggiunti risultati prima impensabili, convincendo pian piano anche le varie istituzioni politiche ad appoggiare economicamente gli sforzi del volontariato. Non sempre tale sostegno è stato coerente con le promesse fatte a dimostrazione che la cultura è ancora la Cenerentola del sistema politico-amministrativo. Qualche passo tuttavia è stato fatto e i risultati prendano oggi non solo intellettuali e operatori ma la società nel suo insieme (anche se non tutti hanno la voglia o la capacità di ammetterlo). L'azione del Centro Studi "Alto Molise" si è dunque riversata positivamente sulla realtà molisana, innanzitutto per l'effettivo risveglio degli interessi culturali generali (provocando tra l'altro una reazione a catena che ha coinvolto altre città, altre istituzioni ed associazioni in un crescendo di attività ed efficientismo), in secondo luogo stimolando in parte un nuovo e più consapevole rapporto tra maturazione intellettuale e livello di impegno sociale. Quest'ultimo decennio d'altra parte è coinciso con un periodo di grandi cambiamenti, sia in Italia che all'estero, che stanno ancora rivoluzionando le abitudini, i. costumi, il senso civico stesso della gente che ha bisogno di credere più e meglio nelle istituzioni e che sente il dovere - adesso, più che mai - di appropriarsi consapevolmente dei propri diritti e della propria libertà critica e propositiva. Il Centro Studi "Alto Molise" ha voluto incidere anche in questo, inducendo le persone, attraverso le multiformi iniziative, a riflettere sulla vita, sull'arte, sulla filosofia, sulla politica per non cedere passivamente all'unica, cruda legge del consumismo materialista, come purtroppo ci viene comunicato dai mass-media e dai centri di potere del sistema - sia pur in evoluzione - nel quale viviamo. Non ultimo è da ricordare un positivo riscontro proprio sul piano economico, soprattutto per quel che riguarda le attività turistico-alberghiere-commerciali che sono state direttamente coinvolte nell'accoglienza dei convegnisti e del relativo pubblico. Puntare quindi sulla cultura come fattore trainante dello sviluppo economico e quindi sociale delle zone appenniniche può e deve risultare un'idea vincente. |